Come la Berberina Contrasta lo Stress Ossidativo, l'Infiammazione e il Diabete

La berberina è un composto botanico naturale, presente in diverse piante come l'uva dell'Oregon, il Phellodendron, la celidonia maggiore, il crespino europeo, l'idraste e il filo d'oro cinese, tra le altre. Questo composto, appartenente alla categoria degli alcaloidi, vanta un lungo e prestigioso utilizzo nella medicina tradizionale cinese e nell'Ayurveda indiana come antidiarroico e antinfettivo, ed è stato anche impiegato come fonte di un brillante colorante giallo per lana, cuoio e legno.
Gli alcaloidi come gruppo chimico sono molto interessanti e contengono un enorme numero di composti, tutti caratterizzati dalla presenza di almeno un atomo di azoto nella loro struttura. Molti di questi alcaloidi azotati hanno forti effetti biologici sul corpo umano e hanno già fornito numerosi farmaci benefici, incluso il potente analgesico oppioide morfina e l'agente chemioterapico per la leucemia vincristina. Una delle proprietà che rende questi composti alcaloidi così attraenti per la ricerca medica è la loro solubilità in acqua in condizioni acide e in grassi (lipidi) in condizioni più neutre o alcaline, conferendo loro la capacità di attraversare le membrane cellulari nella loro forma più neutra.
Naturalmente, oggetto di questo rinnovato interesse per gli alcaloidi è la berberina, e centinaia di nuovi studi su questo composto vengono pubblicati ogni anno sulle riviste scientifiche. Una delle proprietà della berberina più frequentemente indagate è il suo effetto terapeutico sulle malattie cardiovascolari e metaboliche, essendo queste le principali cause di morte a livello globale e rendendo urgente la necessità di nuovi agenti terapeutici.
Stress Ossidativo, Infiammazione e Sviluppo del Diabete
Uno degli usi terapeutici più promettenti della berberina è il suo effetto sullo stress ossidativo, lo squilibrio che si verifica tra la produzione di radicali liberi dannosi e la capacità del corpo di neutralizzarli con gli antiossidanti. I radicali liberi sono un sottoprodotto naturale del metabolismo, prodotti quando gli atomi di ossigeno si scindono in atomi singoli con elettroni spaiati. Ma poiché questi radicali liberi non amano rimanere spaiati, sono costantemente alla ricerca nel corpo di altri elettroni con cui accoppiarsi.
Nel processo di questa ricerca di altri elettroni, questi radicali liberi causano danni alle proteine, alle membrane cellulari e persino al DNA stesso, "sottraendo" efficacemente i loro elettroni attraverso un processo noto come ossidazione. Questo processo di stress ossidativo gioca un ruolo importante nello sviluppo di una vasta gamma di patologie, tra cui malattie cardiovascolari, diabete, cancro, ictus, malattie neurodegenerative come la demenza e infiammazione cronica. Oltre al danno causato da questi radicali liberi, il consumo nella dieta di grassi rancidi (soprattutto sotto forma di oli industriali per cucinare) e una carenza di antiossidanti contribuiscono entrambi a innescare e propagare questo danno ossidativo.
Sebbene i meccanismi esatti attraverso i quali si sviluppa il diabete di tipo 2 non siano completamente noti, è ormai chiaramente riconosciuto che lo stress ossidativo gioca un ruolo importante nel suo sviluppo, principalmente generando specie reattive dell'ossigeno nocive come anioni superossido e perossidi di idrogeno. Si ritiene che questi composti danneggino direttamente le cellule insulari specializzate nel pancreas che producono insulina.
Stress Ossidativo e Berberina
Lo sviluppo del diabete è strettamente correlato all'attivazione della nicotinammide adenina dinucleotide fosfato (NADPH) ossidasi, una famiglia di enzimi presenti nelle membrane cellulari che catalizza la produzione di radicali liberi superossido noti come superossidi. Questi superossidi, tra le altre funzioni, servono a proteggere il corpo distruggendo vari agenti patogeni virali e batterici quando necessario. Normalmente, questi enzimi NADPH ossidasi sono dormienti nelle cellule a riposo, ma se iperattivati possono produrre livelli dannosi di specie reattive dell'ossigeno (ROS). Nelle cellule vascolari, uno squilibrio nei ROS può portare a ipertensione, infarto del miocardio, aterosclerosi e ictus.
Esistono numerosi studi su modelli animali che mostrano la potente attività antiossidante della berberina. La berberina agisce per ridurre lo stress ossidativo attraverso diverse vie, incluso lo scavenging diretto dei radicali liberi superossido. La berberina inibisce anche direttamente l'espressione della NADPH ossidasi, che, come spiegato sopra, è uno dei principali generatori di specie reattive dell'ossigeno.

Infiammazione, Obesità e Berberina
L'infiammazione è direttamente coinvolta nello sviluppo del diabete di tipo 2 attraverso diverse vie chimiche complesse che portano alla produzione di citochine altamente infiammatorie, con conseguente aumento della resistenza all'insulina e ulteriore disfunzione delle cellule insulari pancreatiche. Esiste una forte associazione tra lo sviluppo dell'infiammazione e lo stress ossidativo, ed è importante sottolineare che il ruolo della berberina nella soppressione dell'infiammazione è molto complesso e coinvolge molteplici vie che si sovrappongono a quelle antiossidanti.
Una di queste vie sovrapposte coinvolge l'AMPK (proteina chinasi attivata dall'adenosina monofosfato). Molti ricercatori ritengono che sia l'influenza della berberina su questa via AMPK a spiegare gran parte del suo impatto sulla salute umana. L'AMPK funge da una sorta di "interruttore di controllo" centrale che aiuta a regolare quanta energia il corpo produce e utilizza. Quando queste molteplici vie regolate dall'AMPK diventano disfunzionali e l'AMPK viene disattivato, possono verificarsi anomalie della glicemia e dei lipidi (grassi) nel sangue, che possono portare al diabete e persino alla sindrome metabolica, una pericolosa combinazione di aumento dell'accumulo di grasso addominale e aumento della pressione sanguigna oltre ai livelli elevati di zuccheri e lipidi nel sangue. È stato anche dimostrato che l'attivazione dell'AMPK riduce effettivamente l'invecchiamento.
Esistono solo una manciata di composti chimici noti che attivano l'AMPK, incluso il comune farmaco per il diabete metformina. Anche la berberina è uno di questi composti. Infatti, la berberina attiva l'AMPK in misura simile alla metformina.

La berberina non solo attiva l'AMPK, ma aumenta anche la glicolisi, il percorso metabolico che converte il glucosio in energia, e porta a una riduzione della gluconeogenesi (la produzione di nuovo glucosio) nel fegato. Si ritiene che questo stesso meccanismo sia alla base degli effetti positivi della berberina sulla perdita di peso e dei suoi effetti anti-obesità. La berberina è stata utilizzata con successo non solo per trattare il diabete di tipo 2 indotto sperimentalmente nei topi, ma anche in studi clinici sull'uomo per trattare il diabete di tipo 2. È interessante notare che le proprietà antidiabetiche della berberina sembrano in parte derivare dal suo effetto sul microbioma intestinale umano, promuovendo l'equilibrio microbico intestinale.
In sintesi, la berberina è un composto naturale di origine vegetale con potenti effetti antiossidanti e anti-aging, che agisce attraverso molteplici vie biochimiche per mitigare gli effetti dannosi dei radicali liberi, sopprimere l'infiammazione e regolare la produzione di glucosio. Attraverso questi stessi meccanismi, la berberina esercita anche effetti positivi sulla perdita di peso e aiuta a regolare la glicemia. E sebbene sia al di là dello scopo di questo articolo, la berberina ha anche mostrato grande promessa nella soppressione di alcuni tipi di cancro.
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